Leonilde Carabba

light's alchemy of Leonilde Carabba

My poetry is defined by the concept of art as play, art as life, art as a continuous reinvention of one's being in the world

light's alchemy of Leonilde Carabba

My poetry is defined by the concept of art as play, art as life, art as a continuous reinvention of one's being in the world

about artist

She likes to define herself as “a painter and a traveler who loves to explore new territories and cross borders”.
LeoNilde Carabba, born in Monza on the 28th of November 1938, presently lives in Milan.
LeoNilde's first works are refined rhythmical compositions on a geometrical texture.
In the Seventies LeoNilde was strongly involved in the Women's Movement and her work became free from geometrical motifs and more fluent - with motifs of seas, skies, trees, geological descriptions of the earth's crust on increasingly large canvases.
In 1982 she began to paint on wooden boards and moved to Bolinas, California, where she has remained for five years.
Pierre Restany said of her work: “You just need to pay some attention to the lyrical morphology of LeoNilde Carabba's language to understand the obvious fact that her painting is made with skin, blood and heart.
By adopting this kind of language she demonstrates her complete unselfishness in meeting her fate”.
In 1988 she was back again in Milan. In the last decade her work has become more refined and hinged on depth symbols, about which Riccardo Barletta wrote: “Symbols of no time and no place, as they can be found in any age or culture.
The Sacred Mountain, the Maze, the Sun, the Zigurath, the Pyramid, the Mandala.
It is a sort of dictionary where any word becomes the Word”.

The artist was present in spring 2009, in Duolon Museum, Shanghai, with “I Maestri di Brera” (Brera Masters)
a recent exhibition in Rome


italiano
LeoNilde Carabba, nata a Monza il 28 Novembre 1938 ed attualmente residente a Sesto San Giovanni (Milano) comincia, durante gli studi al Liceo Internazionale, ad interessarsi di poesia e di pittura.
Si forma nella Milano artistica degli anni 50-60. Nel 1961 fa la sua prima personale alla Numero di Firenze.
Gli anni seguenti la vedono sempre più coinvolta nel mondo dell'arte, soprattutto a Milano,Roma e Firenze, e può godere del supporto e dell'influenza formativa di artisti come Hsiao Chin, Enrico Bay, Roberto Crippa, Castellani, Turcato, Bonalumi, Cristo, Tancredi, Fautrier, Piero Manzoni, Pino Pascali, Accardi. Lucio Fontana stesso presenta una delle sue prime esposizioni.
Nel 1966 comincia gli esperimenti sulla rifrazione della luce giungendo ad ottenere, mediante L'uso di microsfere di vetro, una superficie ad intensità luminosa variabile secondo l'angolo di Visuale del fruitore, senza bisogno di mezzi meccanici.
Nel 1968 si interessa di critica d'arte e pubblica saggi e recensioni sulle riviste "GALA" e "AL-2".
Dal 1970 i suoi quadri divengono spesso componibili per aumentare al fruitore la possibilità, già implicita nella variabilità della luce, di interagire col quadro e superare quindi la visione statica e passiva. In una sua dichiarazione di poetica del 1971 la Carabba parlando del suo lavoro dice: "la mia poetica di definisce con il concetto di arte come gioco, arte come vita, arte come continua reinvenzione del proprio essere nel mondo".
Negli anni '70, in contemporanea ad un profondo coinvolgimento nel Movimento delle Donne, il suo lavoro si libera dell'impianto geometrico, diviene più fluido e motivi di mari, cieli, alberi, descrizioni geologiche della crosta del pianeta si impongono nelle sue tele sempre più vaste.
Nel 1982 comincia a lavorare su legno. Si trasferisce a Bolinas (California) dove resterà per cinque anni. Del suo lavoro parla Pierre Restany: "…basta dedicare un attimo di attenzione alla morfologia lirica del linguaggio di LeoNilde Carabba per intuire questa verità evidente: questo tipo di pittura si fa con la pelle, con il sangue, con il cuore. Assumere questo tipo di linguaggio vuol dire essere pronta ad imparare nuove lezioni dalla vita, essere capace di dimostrare una generosità totale nell'incontro con il proprio destino".
Nel 1988 si ristabilisce a Milano. In questi ultimi anni il suo lavoro si fa sempre più raffinato e Centrato sui simboli del profondo. Scrive Riccardo Barletta: "… simboli che non hanno né tempo né luogo dacchè si trovano in ogni età e in tutte le culture. La Montagna Sacra,il Labirinto, l'Astro Solare, lo Zigurath, la Piramide, il Mandala. Si tratta di un vocabolario in cui ogni parola diventa la Parola".


Una recente esposizione in Roma