Mario Agrifoglio

Mario Agrifoglio "Compensazionismo"

Mario Agrifoglio expressed his point of view on the nature and color theory with this simple ancient concept.
The idea of two forces of nature in perpetual search for equilibrium guided his philosophy and his works.

Mario Agrifoglio "Compensazionismo"

Mario Agrifoglio expressed his point of view on the nature and color theory with this simple ancient concept.
The idea of two forces of nature in perpetual search for equilibrium guided his philosophy and his works.

Mario Agrifoglio "Compensazionismo"

Mario Agrifoglio expressed his point of view on the nature and color theory with this simple ancient concept.
The idea of two forces of nature in perpetual search for equilibrium guided his philosophy and his works.

about artist

His artistic practice looks at the Bauhaus as a source of inspiration and particularly at Itten and Albers, showing a deep interest in chromatic interactions as well as in the deceptive nature of colour and in the relativity of human perception in seeing colours.
Agrifoglio takes these influences into the unexplored dimension of black light.


Klee and Kandinskij also had a strong impact on the theoretical framework developed by the artist during this period.
Agrifoglio conceives art as both rational and irrational and his oeuvre offers a new way to perceive and interpret reality, which links back to non-western philosophies with particular reference to Taoism.
His whole artistic practice is striving to show tangible elements and ineffable, spiritual ones as part of the same reality. In the artist's vision both of these exist as complementary forces similar to yin and yang.
Agrifoglio conceived these forces as classical elements (pure heat and pure cold) and his research aims at finding a physical theory that could explain nature as driven by these forces.
Agrifoglio thought of these forces as natural elements and was hoping to find a holistic scientific interpretation of reality that would take them into account.
As a result, he distanced himself from science and spirituality as traditionally conceived in western paradigms. With his works, he provides an alternative interpretation of reality instead. His artistic practice uses literature, aesthetics and figurative art as means uncover a different kind of truth.
This philosophical research is embedded in his artistic practice, which revolves around the contrast between normal and black light (UV) and discards trichromaticism to focus on a bi-chromatic approach.
In the early 1970s Agrifoglio starts playing with light, trying to control luminous and luminescent phenomena. Mastering light is a technical skill that will be crucial to the development of his further oeuvre.
At his time, his artistic production focuses on finding a balance between shape and colour and acquires a delicate lyricism.
Agrifoglio's scientific approach to the use of light complements his impetuous creative impulse and shapes it into a deeper understanding of reality.

This philosophical and artistic research results into a distinctive pictorial style that sets Agrifoglio apart from his contemporaries.
At the same time, his artistic practice ties back into the theoretical framework of the Bauhaus and looks at artists such as Itten, Albers, Klee and Kandinskij.

In developing his pictorial language, Agrifoglio is influenced by Itten and his contrast between colours, while his fascination with the relativity and instability of colour brings him close to Albers.
His theoretical research, which has the ultimate goal of uncovering the structure of reality that does not immediately meet the eye, is tightly linked with Klee and Kandinskij.

italiano
Mario Agrifoglio espande le esperienze della Bauhuas, introducendo nuove forme di contrasto di colori -rispetto a quelle identificare da Itten- e portando la relatività della sensazione ottica -focus del lavoro di Albers- nel dominio inesplorato della variazione di luce naturale con luce nera.
La sua ricerca che non dimentica neppure le lezioni di klee e Kandinskij, sposando le tesi della natura dell'arte tra il razionale e l'irrazionale ed agendo nella zona, intellettuale e sensibile, dove l'impostazione sistematica offre nuove forme di comprensione della realtà.
Il mondo di Mario Agrifoglio era tutto sommato un mondo semplice, basato tuttavia su una filosofia lontana dalla tradizione occidentale.
L'intento del suo lavoro era quello di mostrare come la realtà, dalle sue manifestazioni più accessibili, sino alle sue forme pure e spirituali, fosse composta e basata su una contrapposizione naturale di due forze immutabili, immortali, contemporaneamente contrapposte ed unite.
La sua è una filosofia dal sapore orientale e vicina al daoismo. In queste concezioni spirituali tutto il mondo manifesto si regge sui due principi (lo yin e lo yang).


Nella sua visione della natura questi due principi erano in realtà forze concrete (il caldo puro e il freddo puro) e la sua ricerca, che oltrepassava i limiti della ricerca artistica, affidava alla fisica occidentale la necessità di ridisegnare la realtà concreta basandosi su questa visione.
Questa stessa visione lo portò infine a rifiutare concettualmente sia il paradigma scientifico dominante -riferimento del nostro tempo- che la spiritualità occidentale.

Ma da questi rifiuti scaturisce però non una forma di autismo sociale, di isolamento, bensì un mondo artistico, letterario, e di azione culturale -fatta di pubblicazioni e di esperienze sperimentali-, di arte e di filosofia, tendente a motivare il suo rifiuto delle verità occidentali.
Nella sua ricerca artistica sono evidenti tutti gli elementi di questa sua filosofia.

ci sono due luci (bianca e nera, solare e ultravioletta) contrapposte ma compartecipi del creato, ci sono i pigmenti e le superfici colorate che lui trasporta in moltitudini di punti di equilibrio estetici, vi è la pratica pittorica basata su un superamento delle tecniche tricromatiche
(sintesi additiva di luci e sintesi sottrattiva di pigmenti) in una tecnica bicromatica.
Con le prime opere degli anni ‘70 Agrifoglio scopre e mostra le difficoltà del controllo dei fenomeni luminosi luminescenti.


In questo periodo realizza una serie di opere dal sapore poetico, rivolte alla compensazione ed equilibrio di forme e colori, creandosi un insieme di esperienze simili a quelle di un musicista che forma la sua tecnica sull'uso delle scale melodiche.


Questo nuovo personale bagaglio tecnico stimolò la sua natura, verso una comprensione e un controllo pieno di ciò che otteneva sul piano impulsivo, emotivo ed immediato, ed esente per questo dal processo razionale.
Insomma, in questo periodo formò una sua pratica pittorica, creò una sua tavolozza di colori e variazioni intra-luminose, e poi decise di operare una evoluzione estetica verso la bauhaus, rispondendo con questo alla necessità di evidenziare nuove forme di contrasto di colore (Itten) di mostrare nuove evidenze della relatività della sensazione ottica (Albers) in una sintesi poetico/estetica che tenda a rendere evidente ciò che evidente non è (Klee); in fondo con una liricità che posiziona il suo linguaggio verso un struttura estetica dal sapore musicale (Kandinskij).
Nelle opere degli anni tardo ‘80 e successivi ecco come questo linguaggio si avvicina e sovrappone ai principi della Bauhaus sui quali innesta la sua conoscenza del black light painting, in un risultato ancora attuale e innovativo.
Guardando alla scelta stilistica effettuata nei primi anni ‘80, ove black lighing e Bauhaus si uniscono e da questa unione scaturisce molto di più della semplice somma.